Impara a pensare
da veneziano.
Mille anni di intelligenza veneziana per leggere il presente: vedrai occasioni dove prima vedevi solo problemi.
Dove siamo
Siamo in tempi di paura.
Leader che accentrano il potere. Guerre per le rotte. Crisi nascoste. E la sensazione di essere trascinati per la pancia, senza strumenti per distinguere il vero dallo spettacolo.
Intanto Venezia te l'hanno insegnata come una cartolina. Ma Venezia non è una cartolina: è un manuale. Qui è già successo tutto — e a ogni problema, quei geni rispondevano con una soluzione originale.
Perché lo faccio
Non sono nato qui. Venezia l'ho scelta.
Mi sono sentito dire per anni che a Venezia non c'è futuro. Ma io non ci credo, perché Venezia non la si salva con nostalgia o lamentandosi del turismo: la si salva portandoci lavoro.
Ho passato anni sui libri a scavare questa civiltà — non per il passato, ma per capire il presente. E ho capito che quando agisci come i veneziani, togliendo il giudizio, vedi le meccaniche: e capire le meccaniche ti dà il potere di costruire l'incredibile.
E non lo faccio da solo, ma con Alice e Giovanni, ogni giorno. Un sogno così, però, non lo regge una squadra, lo regge una comunità.
— Federico
ogni mese
di ricerca
sul territorio
primi Fondatori
Cosa mi scrivete
Sono siciliano, Venezia non l'avevo mai calcolata. Ora ci torno più volte all'anno.
Pensavo fosse una cartolina. Mi hai mostrato un patrimonio che non immaginavo.
Non mollare. Si capisce la fatica che c'è dietro — e vale tutto.
Cosa ricevi, ogni mese
Non contenuti. Strumenti per pensare.
L'unico re controllato da una repubblica.
Ogni mese un tema del presente letto con gli occhi di Venezia. La prima è dedicata al Doge: il capo che, per esistere, doveva cedere il proprio potere.
Un motore di ricerca delle storie.
Non una piantina coi monumenti. Scrivi "doge", "peste", "leone" e Venezia ti si apre davanti: mille storie, nuovi pin ogni mese, coi servizi veri — fontanelle, bagni, dove mangiare bene.
Un piccolo Maggior Consiglio.
Una sera al mese ci troviamo davvero: mi fai le tue domande e leggiamo insieme il presente. Il Viaggio smette di essere un monologo — da spettatore, a viaggiatore che ha voce nella stanza.
Alla base di tutto
Il patto.
Il bene comune.
A Venezia chi sosteneva la conoscenza non era un cliente: era un mecenate. E il mecenate non donava per bontà — seguiva la regola che teneva in piedi la Repubblica: fare il proprio bene e, facendolo, fare quello di tutti.
Il registro
Il vecchio Libro d'Oro segnava il sangue.
Il nostro segna la scelta.
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